Portfolio

Francesca Marconi

(Bollate, 1972)

Internazionale Corazon, 2019-2021
Video HD, 13’05’’
Ed. 3/5 + 2 A/P
Milano

Internazionale Corazon/Sambos Tunari, Cochabamba, Bolivia, 2019-2022
Internazionale Corazon/Barbara, 2019-2023
Internazionale Corazon/Alexander, 2019-2024
Internazionale Corazon/Adriquielly, 2019-2025

4 Fotografie. Stampe fotografiche Fineart Baryta, vetro acrilico con retro in alluminio Dibond
40×26 cm / 100×70 cm / 20×30 cm / 20×30 cm
Milano

Internazionale Corazon nasce dall’incontro di Francesca Marconi (Bollate, 1972) con gli abitanti dell’area milanese di Via Padova; un’area fortemente eterogenea dal punto di vista culturale. Il progetto consiste in una serie di ritratti di persone che danzano con costumi fatti appositamente realizzare sul modello di quelli utilizzati per le danze tradizionali Caporales, comuni a Milano nelle comunità di origine andina. Facendo leva sull’energia dell’immaginazione e della danza l’artista elabora così il tema del meticciato e di una cittadinanza aperta e inclusiva, avente come piattaforma piazze e strade cittadine.

Per Marconi danzare la città è asserzione di presenza, oltre che momento di incontro tra comunità, e farlo avendo per scena il territorio urbano è un modo per narrare di sé in relazione al luogo; è raccontare un corpo urbano vivo, che a sua volta si anima di presenze e di attività, che pulsa di desideri e di necessità. E’ infine un modo per confrontarsi con la dimensione condivisa dello spazio pubblico inteso come un insieme, dinamico e composito, di vissuti e di potenzialità individuali. A questa irriducibile ricchezza fa riferimento Marconi con questo lavoro profondamente radicato, e pubblico per eccellenza.

Un altro insieme di opere di Marconi confluite nella collezione nctm e l’arte afferisce a Manifesto al Presente. Nato da un interesse di Francesca Marconi per il tema del lavoro, soprattutto per il suo impatto sul vissuto delle persone, il progetto si radica nella biografia dell’artista, nata nel nord-est milanese: un’area comprendente luoghi come Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo, sede, nel secondo dopoguerra, di alcune delle maggiori fabbriche italiane; tra le altre Breda, Falck, Marelli. 

Con Manifesto al Presente Marconi istituisce un parallelo tra quei luoghi come si configuravano allora, tra flussi migratori interni e grandi lotte operaie, e la realtà attuale. Svuotati del loro carattere industriale, e in molti casi della loro memoria, le stesse aree sono oggi sede di magazzini, depositi della logistica, piattaforme digitali legati al nuovo modello produttivo. Ciononostante, nel parallelismo, oltre alle differenze, sono emersi elementi accomunanti. 

Per quanto riguarda la parte storica l’artista ha fatto riferimento all’archivio dell’ISEC – Istituto per la Storia dell’Età Contemporanea – di Sesto San Giovanni, traendone testimonianze scritte e immagini, alcune delle quali poi rielaborate con l’apposizione di foglia d’oro, a testimoniare un’attribuzione di valore. Per quanto riguarda il presente Marconi ha invece interagito con lavoratori di diversi settori individuati nella medesima area, procedendo a una serie di incontri e di interviste, al fine di raccogliere le loro dirette testimonianze. Si è venuto così a istituire una sorta di confronto tra vissuti, in differita. 

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Date
  • 30 Agosto 2022
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