Portfolio

Uriel Orlow

(Zurigo, 1973)

Opere in collezione:

Still Aftershock, 2013
7 fotografie. Stampa a pigmento d’archivio su carta Hahnemuhle
40,2×26,8 cm cad.
Ed. 1/5 + 2A/P
Milano 

Whising Trees, 2018
Trittico. Stampe cromogeniche su alluminio
44×66 cm / 44×44 cm / 44×66 cm
Ed. 1/5 + 2 A/P
Milano

La serie fotografica Still Aftershock racconta la città di Leninakan, nel nord dell’Armenia sovietica, nel dicembre del 1988. La città è ridotta in macerie da un terremoto. Migliaia i morti, centinaia di migliaia i senzatetto. Tra le strutture distrutte c’è una fabbrica tessile che, fino a quel momento, aveva prodotto oltre la metà dei tessuti dell’Unione Sovietica. La copertura mediatica è significativa e alla popolazione giungono numerose promesse di assistenza internazionale. 

Alcuni decenni dopo Leninakan si chiama Gyumri. Le rovine della fabbrica sono ancora lì, le promesse non sono state mantenute e la situazione dell’area è mutata. Dove un tempo la vita era scandita dal ritmo della produzione, ora il lavoro è sostituito da pratiche di sopravvivenza: tra le macerie gli individui vagano, recuperano rottami metallici, fanno pascolare le mandrie e giocano a nascondino. 

Gli scatti di Orlow fanno riferimento agli effetti del cataclisma, che può essere interpretato come una prefigurazione del cambiamento generato dalla fine dell’Unione Sovietica.
I diversi tessuti che li incorniciano evocano il lavoro industriale su vasta scala che un tempo caratterizzava l’area.
 

Il trittico Wishing Trees viene realizzato a Palermo in occasione di Manifesta 2018. Con il titolo Orlow si riferisce ad alcuni alberi legati a figure e momenti storicamente significativi. Per l’Italia l’artista ha individuato in particolare l’“Albero di Giovanni Falcone”, che cresce fuori dalla casa del magistrato ucciso da Cosa Nostra nel 1992; l’“Albero dell’Armistizio”, di Siracusa, sotto il quale si dice essere stato firmato l’armistizio alla fine della Seconda Guerra Mondiale e il “Cipresso di San Benedetto”, il più antico albero di Palermo, dedicato al patrono della città, primo santo di colore della Chiesa Cattolica, figlio di schiavi etiopi e, per tutta la vita, umile cuoco in un monastero della città; proprio come cuochi nei ristoranti di Palermo sono oggi molti giovanissimi migranti africani arrivati dal mare. 

Interpretando questi alberi come monumenti viventi alla storia e alla memoria del paese, Orlow ne condensa il portato in una serie di fotografie. 

Wishing Trees rientra nel metaprogetto Theatrum Botanicum, legato all’interesse che da anni Orlow nutre per le piante. Nella sua pratica la nostra interazione con le piante non solo rivela i punti ciechi della storia, ma mette a nudo la violenza insita nei sistemi occidentali del sapere e il loro inalienabile legame con la logica estrattivista e coloniale. Le piante diventano così testimoni e attori politici; un prisma attraverso il quale affrontare il rapporto con la storia, riflettere sul presente e, se adottate come maestre, immaginare futuri. L’ampio e sfaccettato progetto vede l’uso di materiali e linguaggi diversi; tra i prediletti i documenti d’archivio, che vengono coniugati con il linguaggio fotosensibile.

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Date
  • 11 Marzo 2020
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