Portfolio

Adelita Husni-Bey

(Milano, 1985)

Opere in collezione:

Attivisti dalla serie Agency – giochi di potere, 2014
Stampa cromogenica
50×71 cm
Ed. 2/5 + 2 AP
Roma 

Banchieri dalla serie Agency – giochi di potere, 2014
Stampa cromogenica
85×55 cm
Ed. 2/5 + 2 AP
Roma 

Politici dalla serie Agency – giochi di potere, 2014
Stampa cromogenica
110×147 cm
Ed. 2/5 + 2 AP
Roma

The Reading / La Seduta, 2017
Video monocanale in 4K, 7.1 Dolby surround, 15’33”
Ed. 5 + 1/2 A/P
Milano

Classroom (schizzo per THE CLASSROOM), 2016
Inchiostro e matita su carta
50×37,5 cm
Milano

nctm e l’arte ha contribuito a rendere possibile il progetto Agency – Giochi di Potere, il quale consiste in una simulazione ispirata a un esercizio di cittadinanza di classe originariamente sviluppato nel Regno Unito. Ha coinvolto trentacinque studenti volontari del Liceo Manara di Roma a cui è stato chiesto di riflettere sulle dinamiche di potere nell’Italia a loro contemporanea.  

Gli studenti sono stati coinvolti in una serie di incontri propedeutici con giornalisti, attivisti, economisti, leader politici e pubblicitari selezionati. Sono stati quindi divisi in cinque categorie: giornalisti, politici, lavoratori, attivisti e banchieri. 

I giornalisti hanno avuto il compito di dare, ogni ora, aggiornamenti sull’avanzamento della “società”, mentre gli altri hanno partecipato al gioco assegnandosi vicendevolmente dei “punti-potere”. La simulazione è stata interrotta da momenti pianificati di astrazione dal gioco, dibattiti sulle condizioni sociali generate dalle scelte delle diverse categorie e sui meccanismi del potere e sul loro significato. Alcune fotografie sono state scattate durante la simulazione: gli studenti, riuniti in gruppi, impersonano le rispettive categorie. 

Il video La Seduta / The Reading è stato realizzato attraverso un seminario tenutosi a Manhattan, New York con un gruppo di giovani, selezionati tramite un bando diffuso dai dipartimenti educativi di alcuni musei cittadini. Il seminario, che si è svolto a febbraio 2017, comprendeva incontri, discussioni ed esercizi basati sul Teatro dell’Oppresso.  

Lavorando con l’artista e altri mediatori, i partecipanti hanno riflettuto sulle proprie relazioni con l’ambiente e sullo sfruttamento della terra, prendendo in considerazione una serie di domande complesse relative ai concetti di estrazione, minaccia, tecnologia, uso, valore e vulnerabilità. Questi temi compaiono nel video sotto forma di un mazzo di tarocchi disegnato dalla stessa artista durante le proteste indigene contro la costruzione di un gasdotto vicino alla Riserva di Standing Rock.  

Nel video, i partecipanti, che sono seduti intorno a un tavolo, parlano del loro rapporto con la terra e il territorio da un punto di vista spirituale, coloniale e tecnologico, traendo ispirazione dalla lettura dei tarocchi eseguita con il mazzo di carte. L’artista utilizza la lettura dei tarocchi come strumento sia magico, sia pedagogico: i giovani, che vedono queste carte per la prima volta, mettono a confronto una mentalità capitalistica basata sull’efficienza, che intende la terra come fonte di profitto, con un’altra che la vede come qualcosa di strettamente intrecciato con la vita umana, da custodire e proteggere.  

Il film alterna i momenti della discussione attorno al tavolo ad altri dove i partecipanti eseguono una serie di esercizi di teatro sperimentale. Accanto al video, una serie di mani luminescenti in silicone realizzate da Husni Bey sembra suggerire l’avvento di un futuro virtuale, prostetico, alludendo al nostro coinvolgimento nel consumo di risorse e in nuove forme di colonizzazione. 

L’opera è stata realizzata per il Padiglione Italiano della Biennale di Venezia nel 2017. 

Il disegno Classroom è legato a un episodio di sperimentazione pedagogica svoltosi a Milano nel 2016. 

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Date
  • 11 Marzo 2020
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