Portfolio

Maria Papadimitriou

(Atene, 1957)

Opere in collezione:

Untitled (Why Look at Animals? AGRIMIKA), 2015
3 stampe fotografiche su carta fine art Baryta
85×125 cm cad.
Edizione limitata 1/5
Milano

L’opera indaga il rapporto con l’animalità come paradigma della relazione dell’essere umano con l’alterità. 

L’installazione Why Look at Animals? AGRIMIKÁ di Maria Papadimitriou consisteva nel trasferimento della sede di un esercizio commerciale dalla città greca di Volos al Padiglione Greco.  Il negozio commercializzava pellami. Portava l’insegna “AGRIMIKÁ”, un termine greco che sta per animali selvatici di prossimità. 

Socievolezza e convivialità caratterizzano la vita quotidiana del luogo. Tuttavia, la relazione tra uomini e animali che in questo luogo si presenta, solleva questioni relative alla paura dello straniero e dell’incomprensibile, e innesca interrogativi di ordine etico, politico, storico ed economico.  

Gli Agrimiká sono animali vicini, ma non assoggettabili: quelli con cui l’uomo condivide il proprio habitat, ma che resistono all’addomesticamento. Che li si interpreti come prede o cacciatori, il genere umano trova in essi un corrispettivo simbolico rispetto al quale definirsi. È infatti a partire dall’animalità che esso ha costruito, per opposizione, l’idea di umanità.  

In realtà il confine fra l’umano e l’animale passa all’interno stesso dell’uomo, ed è mobile. Il richiamo all’animale selvatico evoca le forze che l’uomo stenta a governare, che siano esse legate al desiderio o alla differenza di chi non si conforma e non si allinea, a chi si allontana dalla norma, all’uomo barbaro, allo straniero tanto quanto il criminale peggiore. 

Individui poco degni, figure riducibili a categorie, destituite, passibili di perdere prerogative, diritti, facoltà; “bestie”; le possiamo espropriare, emarginare, ridurre di rango, spogliare della propria umanità e individualità; non fanno più parte alla pari del corpo sociale; ne perdono i diritti. Diventano entità sfruttabili. Le si può allora immettere nel sistema economico come oggetti d’uso e consumo, come business; per poi estrometterli, quando si vorrà, come scarto o rifiuto.  

Implicito nel lavoro anche il riferimento a compagini nazionali: paesi inaffidabili, per esempio, come era considerata, in quel 2015, la stessa Grecia che l’artista rappresentava, e che rischiava di essere estromessa dall’eurozona per inadempienza economica e per il suo rifiuto di adeguarsi. 

Le tre fotografie del negozio di Volos sintetizzano i concetti base del progetto esprimendo un passaggio d’epoca e una fase di regressione. 

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Date
  • 11 Marzo 2020
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