Adrian Paci
(Scutari, 1969)
Opere in collezione:
The Column, 2013
Video, colore, suono, 25’40’’
Ed.1/6 + 3 A/P
Milano
The Column, 2013 – 2014
Fotografia su carta cotone
43×70 cm
Ed. 7/10 + 2 AP
Roma
Centro di permanenza temporanea, 2009
Fotografia a colori incorniciata
120×40 cm (stampa) – 126×146 cm (incorniciata)
Ed. 6/6 + 2 A/P
Milano
Opere in comodato alla collezione:
Façade, 2007
Tempera, gesso, cemento, legno
225×300×250 cm
Milano
The Column è un progetto riguardante il viaggio via mare di un blocco di marmo che, estratto in una cava cinese, viene caricato su una nave da trasporto e lavorato a bordo dell’imbarcazione stessa, fino a essere trasformato in una colonna dall’aspetto classico.
Nell’opera il concetto di viaggio è quindi legato alle strategie economiche espanse che la società mette in atto.
The Column fa riferimento ai traffici commerciali e alle navi-fabbrica, al tema del lavoro e al valore di una cultura classica, rappresentata in uno dei suoi elementi più emblematici, la colonna. D’altra parte, nelle immagini il tema del viaggio tende ad assumere un’accezione più universale: è il viaggio improgrammabile dell’esistenza.
In The Column dunque, mentre l’elemento aneddotico è espunto dal lavoro, valenza critica e metaforica convergono.
In Centro di Permanenza Temporanea una fila di persone si trova sulla scala di accesso di un aereo, e silenziosamente attende. Ma la pista è deserta, l’aereo non c’è. Ne risulta uno stato di paradossale sospensione: individui carichi di potenzialità, ma bloccati, isolati. Nella fotografia s’intersecano diversi piani di riflessione: uno più universale, che vede l’essere umano sempre in transito, nel viaggio improgrammabile dell’esistenza; l’altro legato al fenomeno della migrazione ai molti che hanno intrapreso viaggi della speranza verso paesi diversi dal proprio; paesi che, in molti casi, li relegano in una difficile situazione di limbo.
Façade consiste in un insieme di scene di carattere familiare o rituale. Le immagini hanno origine fotografica o video e fanno riferimento a cerimonie o a momenti di vita comune del paese d’origine di Paci, l’Albania. Con un processo che è frequente nel suo lavoro l’artista le ha trasferite in pittura.
Il risultato è un insieme enigmatico, in cui i gesti sobri, intimi e solenni, continuano a trasmettere un senso di intimità, ma acquistano anche intensità, monumentalità, assolutezza.
Nel lavoro coesistono un’osservazione delle dinamiche sociali del presente, l’attenzione per la densità simbolica dei gesti e un interesse per le grandi possibilità interpretative che le immagini offrono.
- 11 Marzo 2020







