Portfolio

Micol Roubini

(Milano, 1982)

Opere in collezione:

La Montagna Magica, 2023 – 2024
Videoinstallazione. 2 canali, destra 1h13’30” stereo, sinistra 1h10’07 muto, pellicola super 16mm riversata in 2K
Ed. 2/5
Milano 

La Montagna Magica è l’esito di un progetto a lungo termine incentrato sul territorio che comprende l’Amiantifera, ex-cava di amianto di Balangero, a poche decine di chilometri da Torino, e i paesi circostanti, Corio e Balangero, con i loro abitanti. Ma come sempre per Roubini, filmare è stata l’ultima tappa di un articolato processo di ricerca e di lavoro con le persone. All’opera viene normalmente affiancata una sequenza di filmati d’archivio.  

Attiva dal 1918 al 1990, l’Amiantifera fu la cava a cielo aperto più grande d’Europa. Oggi l’area è al centro di un esteso progetto di bonifica, e i segni ancora leggibili dell’attività estrattiva convivono con le tracce di un progressivo inselvatichimento, in parte naturale, in parte indotto.  

Con La Montagna Magica, Micol Roubini, mossa sempre dall’aspirazione a ricercare, e interessata alle tracce memoriali che persistono nelle genti e nei luoghi, analizza la fitta rete di relazioni tra gli abitanti dell’area, la storia industriale di cui sono stati protagonisti e l’ambiente che oggi li circonda. 

Nell’opera si intrecciano diversi piani di ricerca riguardanti il processo di colonizzazione in corso dei terreni contaminati da parte di piante e licheni, le ricerche di laboratorio sull’amianto, le suggestioni all’origine della storia stessa dell’utilizzo del minerale, considerato fin dai tempi antichi magico per le sue straordinarie proprietà ignifughe, e le riflessioni sulla ricaduta sociale di un atteggiamento estrattivo portato alle sue estreme conseguenze.

Tra le traiettorie di ricerca di Roubini una ha riguardato l’immaginazione onirica degli abitanti dell’area, per lo più ex lavoratori della miniera o loro familiari; un modo per investigarne il vissuto interiore rispetto alla complessità della situazione. In alcune parti del video si vedono gli abitanti di Corio e Balangero raccontare questi sogni: ogni racconto un’ondata emotiva.  

In verità non si tratta di resoconti puntuali: ciascun racconto è il risultato di un lavoro di scomposizione e di riassemblaggio di elementi emersi da sogni diversi. 

Così, senza perdere né la verosimiglianza né la connotazione soggettiva e personale, ognuno di essi evoca una visione d’insieme, un senso di condivisione e di comunità. E dall’insieme emerge il ruolo giocato dalla memoria nell’esperienza quotidiana e nella costruzione di senso di un sé non solo individuale, ma collettivo. 

Così La Montagna Magica illumina alcuni aspetti della lunga fase di transizione post-industriale ancora in atto e vede contrapposti un passato recente, segnato da vicende tra le più complesse della storia industriale italiana, e una futura riconversione volta alla restituzione di ampie aree della montagna, oggi inaccessibili, alle comunità. 

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Date
  • 31 Ottobre 2024
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